La bambolina – Storia di M.

Sono cresciuta in un ambiente svalutante, dove non potevo esprimere le mie emozioni perché ogni volta che ci provavo erano considerate un “disturbo” da parte dei miei genitori e venivano immediatamente etichettate come un mio problema e anzi un mio difetto, qualcosa che non andava espresso ne sperimentato. Crescendo così, lentamente, mi sono abituata a reprimere le mie emozioni, a non dar loro valore, anzi, a criticarle e ritenerle qualcosa di negativo, da espellere o nascondere. In questo modo, mi sono trasformata in una bambina obbediente, sempre silenziosa, che non dava “fastidio” a nessuno. Con questo schema, arrivarono i primi risultati scolastici: “la bambina è bravissima! Non litiga mai con i compagni e prende ottimi voti”. Mi ero trasformata in una bambolina, pronta ad assecondare i desideri del momento di genitori, figure adulte e sistemi, senza mai scaricare su di loro il “peso” della mia esistenza. Questa bambolina, continuando a crescere, si chiudeva sempre di più, fino a ritrovarsi rinchiusa in un metaforico barattolo di vetro, con il tappo, dal quale niente usciva e niente entrava. Solo si comportava bene, reprimeva qualsiasi emozione, rabbia, paura, figuriamoci gioia (impossibile da raggiungere).

Quando ho iniziato a lavorare la situazione non è cambiata, le persone da rendere felici erano i miei capi e colleghi. Senza emozioni non riuscivo ad instaurare relazioni con nessuno, infatti sono cresciuta e mi sono ritrovata spesso sola, o in situazioni relazionali affettive in cui ero la bambolina obbediente e compiacente, che seguiva più i desideri dell’altro che i suoi, perché i suoi non li conosceva nemmeno.

Oggi, dopo anni di terapia, ho aperto il barattolo per far entrare aria, ho tolto il tappo in modo da creare uno scambio dentro-fuori e lentamente sono uscita dal barattolo grazie alla conoscenza di me stessa, dei miei desideri e interessi, alla creazione di relazioni sincere e validanti, rispettose della mia individualità, che a poco a poco ho cominciato a costruire. Ho scelto cosa fare nella vita, mi sono ri-iscritta agli studi e tra poco li terminerò per trovare un nuovo lavoro, che mi si addice. La bambolina nel barattolo esiste davvero, ma ora l’ho fatta uscire dal barattolo, mi guarda da uno scaffale della mia stanza da letto. È finalmente libera.


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