A studenti e studentesse l’esperienza è piaciuta perchè hanno avuto l’opportunità di conoscere il tema della salute mentale attraverso le parole stesse e l’esperienza diretta delle persone che l’hanno vissuta o di un loro familiare. Queste storie narrate hanno fatto capire l’importanza dell’ascolto senza giudizio, della forza che utenti e familiari hanno avuto nell’affrontare e dopo raccontare il proprio vissuto. Sono rimaste colpite dal fatto che se si chiede aiuto ai servizi, alle persone vicine, si può iniziare a stare meglio e a poter vivere una vita quasi “normale”. E’ stata per loro un’esperienza che si porteranno dietro per molto tempo, perchè si sono emozionate, si sono commosse e alcune di loro magari si sono anche riconosciute in queste storie anche per similitudini di esperienze in familiari e/o amici. Hanno anche riferito che sarebbe importante diffondere e rendere più “frequente” un’iniziativa come questa per sensibilizzare le persone sul tema e per il fatto che può andare a scalfire pregiudizi e stereotipi nei confronti delle persone con malattia mentale.
Dal mio punto di vista, ho ritenuto importante offrire questa opportunità che è stata poi molto apprezzata da parte di studenti e studentesse, proprio perchè potessero confrontarsi in modo diretto con le persone e ascoltare direttamente le esperienze e i vissuti. Anche io ritengo che questa iniziativa e questa modalità (la biblioteca vivente) di sensibilizzazione sia da diffondersi maggiormente, per aiutare le “persone comuni” a comprendere meglio questa condizione.
Nella speranza di poter partecipare anche alla prossima edizione,
grazie ancora.

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