Di cosa si tratta
La Biblioteca Vivente, conosciuta anche come Human Library, è un metodo innovativo nato in Danimarca negli anni Novanta per promuovere il dialogo, ridurre i pregiudizi e favorire la comprensione reciproca.
Riconosciuta dal Consiglio d’Europa come buona prassi per il dialogo interculturale e come strumento di promozione dei diritti umani, contribuisce a superare pregiudizi diffusi, facilitando il dialogo e la comprensione della complessità delle storie delle persone. I “lettori” non sfogliano libri tradizionali, ma incontrano “libri umani” che condividono le loro esperienze di vita, sfidando pregiudizi e stereotipi. Attraverso la narrazione, si avvia un dialogo tra chi vive, ad esempio, un disagio psichico e chi non ha esperienza in merito.

Dove nasce?
Biblioteca Vivente (Human Library) è un spazio aperto, più precisamente un metodo, per le persone che subiscono qualche tipo di discriminazione e hanno la voglia, la coscienza, di confrontarsi per superare i pregiudizi.
Il primo stimolo alla nascita di biblioteca vivente compare nell’anno 1993 a Copenaghen. É stata una risposta di un ristretto gruppo di studenti all’aggressione razzista subita da un loro compagno. La comprensione che la condivisione fosse un’importante iniziativa, per fare nascere e stimolare una cultura di rispetto e tolleranza, ha fatto creare l’associazione “Stop the Violence” che subito ha raggiunto significative adesioni dei giovani danesi.
Nell’anno 2000, dopo la tragedia accaduta al festival di Roskilde, “Stop the Violence” ha messo in campo uno spazio protetto, attraverso il metodo della Biblioteca Vivente (Human Library), capace di ospitare e mettere le persone di fonte ai loro pregiudizi tramite un dialogo franco, aperto e fraterno.
La Prima Biblioteca Vivente Trentina
La prima edizione della Biblioteca Vivente a Trento è stata una esperienza realizzata in Piazza Fiera il 9 di Ottobre del 2020.
Un’iniziativa proposta dal gruppo di operatori che coordinano le attività del Fareassieme all’interno del Centro di Salute Mentale di Trento.
L’evento è stato possibile grazie all’appoggio del Comune di Trento, alla collaborazione del Cerchio Fareassieme Onlus, dello Studio D’Arte Andromeda, degli utenti, famigliari e volontari.
La sua continuità nel tempo, l’adesione da parte di altre istituzioni e collaboratori è la prova dell’importanza di questo progetto di ascolto ed interazione attiva fra i cittadini libri e i cittadini lettori.

